I have been invited to a new association of photographers. I will post more when the site is launched (Jan 2010). This group is invitation only and was selected from a highly selective list of over 5000 wedding photographers around the world. The selection and invitation was sent to 350 photographers from around the planet. The panel of photographers on the Review board included David Beckstead, Ben Chrisman, Del Sol Photography (Matt Adcock and Sol Tamargo), Glen Johnson, Anna Kuperberg, Crash Taylor and David Ziser.
I'm really honored to be included in this list of talented photographers from around the world.
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Sta nascendo una nuova associazione dedicata alla Fotografia di Matrimonio di cui racconterò meglio non appena il sito sarà online. Si tratta di un gruppo selezionato di 350 fotografi di tutto il pianeta che nasce da uno screening di oltre 5000 professionisti effettuato da una commissione composta da David Beckstead, Ben Christman, Del Sol Photography, Glen Johnson, Anna Kuperberg, Crash Taylor e David Ziser.
Sono onorato di essere, insieme ai miei colleghi, uno dei fondatori di questa ristretta lista di fotografi di talento distribuiti in tutto il mondo.

Ogni tanto è bello uscire dalla quotidianità, dalla monotonia, allontanarsi dai monitor che mi accompagnano più spesso di quanto vorrei per abbandonarsi a qualcosa di nuovo, stimolante, magari inserito in una bella cornice come la splendida Venezia a inizio maggio, senza l'abituale ressa di turisti.
L'occasione che ho colto questa volta è stato partecipare a un workshop organizzato dal vulcanico Yervant, per chi non lo conoscesse l'affermato fotografo di matrimonio australiano da molti considerato un riferimento nella mia specializzazione, grazie alle sue fotografie scattate in tutto il mondo che appaiono sempre così.. fashion e ricche di pathos. Come non approfittare quindi di quattro giorni in compagnia di 20 colleghi provenienti da 16 diversi paesi nel mondo (da Hong Kong a svariati stati negli USA, dal Sud Africa alla Svezia, dall'Australia alla Gran Bretagna, ecc..) in modo da confrontarsi e scoprire come a volte, al di là delle distanze geografiche, spesso le visioni tra professionisti possono essere invece molto vicine?! E infatti contagiosa allegria unita a spirito cameratesco, vero interesse nel cercare stimoli a migliorarsi, nuovi percorsi creativi e grandissime competenze hanno condito quei (sempre troppo) pochi giorni che però hanno lasciato il segno in ognuno di noi.
Sono convinto poi che gli approfondimenti di maestri così importanti trascendano la mera tecnica spostandosi su piani di discussione un po' più "alti", dove il confine tra fotografia e filosofia si assottiglia velocemente, senza però scadere nella inconsistenza, perchè gli anglosassoni sono molto concreti e pragmatici, soprattutto a questi livelli. Non ultimo la competizione, tramite continui confronti sugli scatti realizzati, con critica spietata e senza mezzi termini per incentivare la crescita individuale. Per sciovinismo posso però aggiungere che l'Italia ne è uscita a testa alta! :-)
Thank you Yervant & Anie!