|

Si dice che viaggiare contribuisca ad allargare le nostre visioni, e in questo io credo molto, soprattutto per chi opera in un campo creativo come quello fotografico. Quando non non mi capita di farlo per lavoro cerco di farlo per piacere, come poco tempo fa, quando ho deciso di visitare uno dei paesi che mancavano alla mia lista, il Sud Africa. Studiando il piano voli però mi sono accorto che avrei fatto tappa ad Abu Dhabi proprio durante l'apertura dell'annuale The Bride Show, la "fiera degli sposi" degli Emirati Arabi. Potevo perdere un'occasione simile? Assolutamente no! Mi sono quindi ritagliato un paio di giorni da dedicare a questa insolita rassegna espositiva.
Oggi devo confessare che alcune impressioni hanno confermato le mie aspettative, altre invece mi hanno completamente spiazzato. Non mi riferisco all'estetica in senso lato, non possiamo infatti paragonare i nostri gusti a quelli di altre culture, frutto di percorsi storico culturali paralleli ai nostri. Però non ho potuto non sorridere scoprendo che la sera dell'inaugurazione l'ingresso era dedicato a Sua Altezza (His Highness Sheikh Dr. Sultan Bin Khalifa Bin Zayed Al Nahyan), sua moglie e alle sole donne. Ecco un uomo che non ama la concorrenza maschile, pensai.
Il giorno dopo, invece, l'ingresso è stato democraticamente esteso a tutti i visitatori, non molti per la verità, che come novelli Sherazade hanno iniziato di buon'ora ad addentrarsi nel magico mondo de "Le mille e una notte" del matrimonio. Migliaia di metri quadri stipati di pietre preziose, oro, incensi, tessuti ricamati, abiti e ornamenti di qualità davvero rara insieme a stoviglie, arredi e complementi con un unico comune denominatore, il lusso estremo. Un'estetica sicuramente lontana dai gusti occidentali più inclini alla sobrietà e moderazione anche se a giudicare dagli acquisti e dalle animate contrattazioni in corso credo che gli espositori siano rimasti piuttosto soddisfatti.
Non ho potuto fare a meno di osservare anche i miei colleghi fotografi, il cui stile espressivo risulta davvero distante dalla nostra sensibilità occidentale ormai governata dal principio di sottrazione. Senza entrare nel merito di una valutazione qualitativa definirei questo stile sovrabbondante. Una sorta di frenesia dell'apparenza in cui tutto è eccessivo, le luci, i colori, i luoghi e le pose, tutto è esagerato tanto da risultare, almeno per noi, quantomeno stucchevole.
Seppur meno sorridenti di chi proponeva Prada e Gucci a pochi metri di distanza, questi fotografi sono comunque riusciti a trasmettermi quella sensazione che ci accomuna tutti, in qualunque parte del mondo esercitiamo: la passione. Il loro modo di raccontare così lontano dal nostro è pur sempre il risultato di un'evoluzione e del gusto dei clienti locali che cercano e desiderano vivere il loro giorno più bello come un sogno, almeno per le donne. Al contrario degli uomini che com'è noto, lì hanno molti 'giorni più belli', e tanti servizi fotografici, almeno uno per ogni matrimonio.
 |